Dati, trend per materia e osservazioni per i professionisti che operano nella mediazione civile.

Il confronto si basa sulle statistiche ministeriali dell’intero anno 2025, e riguarda:

–  la distribuzione percentuale per materia dei procedimenti di mediazione conclusi con accordo raggiunto e accordo non raggiunto;

– la distribuzione percentuale per materia dei procedimenti di mediazione conclusi con accordo raggiunto quando le parti accettano di sedersi al tavolo della mediazione anche dopo il primo incontro.

4. RIEPILOGO SINTETICO PER MATERIA
Tabella 1 – Alta efficacia

Franchising, diritti reali, responsabilità civile, comodato, locazione.

Tabella 2 – Efficacia media

Successioni, divisione, patti di famiglia, affitto d’azienda.

Tabella 3 – Bassa efficacia

Bancario, assicurativo, finanziario, sanitaria, rete.

5. GAP TRA TASSO DI SUCCESSO E ACCORDO RAGGIUNTO

– In tutte le materie il tasso di successo è molto più alto della percentuale di accordi.

– Le materie dove una parte è una società di grandi dimensioni o un ente pubblico, mostrano i gap più ampi (es. bancario, assicurativo, sanitario).

– Le materie relazionali o patrimoniali mostrano gap più contenuti (es. diritti reali, divisione).

6. OSSERVAZIONI CHIAVE SULLA STATISTICA 2025
a. Trend generale

– Quando le parti accettano di sedersi al tavolo anche dopo il primo incontro, il tasso di successo cresce in modo significativo in quasi tutte le materie.

– La distanza tra “Tasso di successo” e “Accordo raggiunto” evidenzia che la disponibilità a proseguire oltre il primo incontro è un fattore determinante.

b. Materie con performance più elevate

– Franchising (67%), diritti reali (64%), responsabilità civile (64%), comodato (63%) e locazione (60%) mostrano i tassi di successo più alti.

– In queste aree, la mediazione si conferma particolarmente efficace quando le parti accettano di approfondire il confronto.

c. Materie con accordi più difficili

– Contratti bancari (8%), assicurativi (14%), finanziari (14%), responsabilità sanitaria (15%) e contratti di rete (16%) registrano i livelli più bassi di accordo.

– Questi ambiti generano spesso contenziosi tecnici che la giurisprudenza ha in larga parte già ricondotto a soluzioni pacifiche, il che dovrebbe favorire un approccio negoziale. Tuttavia, nella pratica emergono rilevanti ostacoli: persistono asimmetrie informative, le strutture interne degli enti/società non sono presenti in tempo reale al tavolo di mediazione, le autorizzazioni seguono percorsi multilivello con passaggi tra uffici diversi e gli avvocati, nella maggior parte dei casi, non dispongono di un effettivo potere di transigere.

d. Gap tra “successo” e “accordo”

– In tutte le materie si osserva un divario costante tra il tasso di successo potenziale e gli accordi effettivamente raggiunti.

– Questo gap suggerisce che la mediazione ha ampie potenzialità non ancora pienamente sfruttate, soprattutto nelle materie più complesse.

e. Implicazioni operative

– I dati confermano che proseguire oltre il primo incontro è una leva strategica: aumenta la probabilità di accordo e migliora la qualità del confronto.

– Per gli organismi e i mediatori, diventa cruciale lavorare sulla motivazione delle parti e sulla gestione delle aspettative già nella fase iniziale.

7. MESSAGGIO CONCLUSIVO.

La mediazione non è solo un’alternativa al giudizio: è un processo efficace, soprattutto quando le parti accettano di investire tempo nel dialogo e partecipano i reali decisori.

Il 2025 mostra un quadro chiaro: la disponibilità a sedersi al tavolo è determinante e che la disponibilità a proseguire oltre il primo incontro è il principale fattore moltiplicatore di successo.

8. PERCHÉ UN PROFESSIONISTA DOVREBBE CONOSCERE LE STATISTICHE?

Nel mondo della mediazione, la conoscenza della statistica non è teoria: è strategia.
I numeri guidano le decisioni, migliorano le performance e rendono il lavoro più efficace.

E ti spiego perché, con un taglio molto pratico e orientato al lavoro sul campo.

Migliora la qualità della consulenza alle parti.

Le statistiche ti permettono di:

  • spiegare alle parti cosa aspettarsi in base alla materia;
  • mostrare dati reali su probabilità di accordo, tempi e convenienza;
  • rafforzare la tua autorevolezza con informazioni oggettive, non opinioni
Aiuta a calibrare la strategia di mediazione.

Ogni materia ha dinamiche diverse. Conoscere i dati ti permette di:

  • capire dove spingere per favorire la prosecuzione oltre il primo incontro;
  • prevedere punti critici (es. materie tecniche come bancario o sanitario);
  • scegliere tecniche negoziali più adatte al tipo di conflitto

Supporta la comunicazione istituzionale e la formazione.

I dati sono fondamentali per:

  • mostrare l’efficacia della mediazione in modo chiaro e credibile;
  • presentazioni, webinar, relazioni annuali;
  • contrastare pregiudizi (“la mediazione non funziona”, “non serve a nulla”)

Permette di individuare le materie più promettenti

Sapere quali materie hanno:

  • tassi di successo più alti (es. diritti reali, locazione, franchising)
  • tassi più bassi (es. bancario, assicurativo)

ti aiuta a:

  • specializzarti dove la mediazione funziona meglio;
  • prepararti meglio dove funziona meno;
  • allocare risorse e tempo in modo più efficiente

È un vantaggio competitivo per organismi e mediatori.

 Rafforza la credibilità dell’organismo.

Gli organismi che conoscono e comunicano i propri dati:

  • appaiono più trasparenti;
  • mostrano professionalità e controllo dei processi;
  • attraggono più avvocati e più casi

La statistica è anche marketing istituzionale, ma serio

Aiuta a migliorare il servizio

Analizzare i dati permette di:

  • capire dove si interrompono i procedimenti;
  • migliorare la gestione del primo incontro;
  • formare i mediatori su materie critiche

La statistica diventa uno strumento di qualità interna

Consente di dialogare con istituzioni e stakeholder

Quando parli con:

  • ordini professionali,
  • camere di commercio,
  • enti pubblici.

AMC è il primo organismo in Italia ad aver introdotto nei suoi corsi di formazione lo studio e l’analisi delle statistiche sulla mediazione, con l’obiettivo di trasformare i dati in strumenti operativi e migliorare concretamente la performance dei professionisti.

Data: marzo 2026

Autore: Mario Antonio Stoppa

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